L’espansione dell’intelligenza artificiale pone una sfida ambientale senza precedenti, legata all’altissimo consumo energetico dei data center necessari per l’addestramento dei modelli. In questo scenario, l’italiana Mediterra Datacenters ha tracciato una rotta innovativa acquisendo un’area in Catalogna per la realizzazione di un polo tecnologico da oltre 9.500 mq. L’infrastruttura, con una capacità iniziale di 8 MW, non si limiterà a fornire servizi di colocation e supporto per applicazioni HPC e AI, ma introdurrà un modello di economia circolare: l’impianto sarà interamente alimentato da fonti rinnovabili e integrerà sistemi per il recupero del calore residuo, ridistribuendolo alle utenze locali per massimizzare l’efficienza energetica.

La scelta della Spagna rispetto all’Italia riflette un divario strutturale e burocratico penalizzante per il nostro Paese. Se la nazione iberica vanta una produzione energetica derivante per il 60% da fonti green e una posizione geografica strategica, l’Italia sconta le criticità legate all’eccessivo consumo di suolo, con circa 78,5 km² di aree naturali persi solo nel 2024. Mentre la rigidità urbanistica e la carenza di reti rinnovabili diversificate frenano lo sviluppo di grandi infrastrutture digitali lungo lo Stivale, il progetto di Mediterra in terra spagnola si candida a diventare uno standard globale, dimostrando che la transizione verso un’IA sostenibile richiede non solo tecnologia, ma anche ecosistemi normativi e territoriali favorevoli.

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Categories: Ecosostenibilità