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Energia, Luca Dal Fabbro (Iren): “Sistema Italia resiliente, ma nel medio periodo rischio per approvvigionamenti”

Energia, Luca Dal Fabbro (Iren): “Sistema Italia resiliente, ma nel medio periodo rischio per approvvigionamenti”

In un contesto internazionale sempre più instabile, segnato dalle tensioni in Medio Oriente e dai timori legati allo Stretto di Hormuz, l’Italia può contare su una buona tenuta nel breve periodo, ma deve prepararsi a possibili criticità nei prossimi mesi. È questo, in sintesi, il quadro delineato da Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren, che invita a distinguere tra emergenza immediata e prospettive di medio-lungo termine.

Secondo il manager, il sistema energetico italiano mostra oggi una significativa resilienza. Le riserve di gas restano solide: oltre il 30% della capacità di stoccaggio è ancora disponibile, su un totale di circa 18 miliardi di metri cubi, di cui 4,5 miliardi rappresentano riserve strategiche. L’Italia si colloca sopra la media europea per quantità di gas immagazzinato. Sul fronte degli approvvigionamenti, il Paese risulta relativamente diversificato. Solo una quota marginale del gas proviene dal Qatar, mentre le principali forniture arrivano da Algeria, Azerbaigian, Libia e Norvegia, oltre al gas naturale liquefatto importato da Stati Uniti e Africa. Questo riduce, almeno nell’immediato, l’esposizione ai rischi legati a eventuali tensioni nello Stretto di Hormuz. Anche per quanto riguarda il petrolio, la situazione appare sotto controllo nel breve termine: l’Italia dispone di circa 140 milioni di barili in riserva, sufficienti a garantire un’autonomia stimata intorno ai 100 giorni. “Non c’è un rischio blackout, né un problema immediato di volumi”, precisa Luca Dal Fabbro.

Lo scenario, però, cambia guardando oltre l’orizzonte dei prossimi mesi. La crescente competizione globale per il gas, in particolare quello liquefatto, rappresenta un fattore di pressione rilevante. Oggi l’Asia paga il gas circa 15 euro per MWh in più rispetto all’Europa, elemento che potrebbe spostare i flussi di approvvigionamento verso i mercati asiatici, riducendo la disponibilità per il continente europeo. “Nel medio-lungo periodo dobbiamo aspettarci una possibile crisi di volumi, soprattutto su gas liquefatto e petrolio”, avverte il Presidente di Iren, evidenziando come un eventuale prolungamento della crisi potrebbe tradursi non solo in un aumento dei prezzi, ma anche in difficoltà di accesso alle risorse. Un ruolo cruciale, in questa fase, è svolto dalle scorte strategiche internazionali. Dopo la crisi petrolifera degli anni ’70, i Paesi industrializzati hanno sviluppato sistemi coordinati di riserva, e recentemente è stato autorizzato il rilascio di 400 milioni di barili di petrolio: il più grande intervento nella storia dell’Agenzia internazionale dell’energia. Resta però l’incognita principale: l’evoluzione della situazione nello Stretto di Hormuz, da cui transita circa il 20% del petrolio e del gas mondiale. Se le tensioni dovessero protrarsi per settimane, gli effetti sul mercato globale sarebbero inevitabili. Non solo energia: Luca Dal Fabbro richiama l’attenzione anche su altre materie prime strategiche provenienti dal Golfo. Il Qatar, ad esempio, produce circa un terzo dell’urea mondiale, fondamentale per i fertilizzanti, e un quarto dell’elio globale, indispensabile per tecnologie avanzate come i semiconduttori e le apparecchiature medicali. Eventuali interruzioni nelle forniture potrebbero avere ripercussioni anche sulla produzione alimentare e industriale. Da qui la necessità, secondo il manager, di rafforzare l’autonomia strategica europea. “Dobbiamo essere in grado di produrre sul nostro territorio almeno una parte dei materiali essenziali”, afferma, indicando una direzione chiara per il futuro. Sul fronte energetico, la transizione resta centrale. Nel 2025 l’Italia ha prodotto il 42% dell’energia da fonti rinnovabili, un dato inferiore rispetto ad altri Paesi europei. Per colmare il divario, il Presidente punta sul potenziamento degli impianti esistenti: il cosiddetto repowering, che consente di aumentare la produzione senza consumare nuovo suolo, grazie a tecnologie più efficienti.

Il messaggio di Luca Dal Fabbro è duplice: da un lato rassicurazione sulla tenuta del sistema nel breve periodo, dall’altro la consapevolezza che le sfide strutturali richiedono pianificazione e visione. “L’emergenza va gestita – conclude – ma è proprio in momenti come questi che bisogna iniziare a pianificare e proteggere il futuro”.

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