“Per la prima volta l’Italia si trova nella posizione di poter contribuire al bilancio energetico di altri Paesi”: lo ha evidenziato il CEO di Snam Agostino Scornajenchi al TG5 nel giorno del quarto anniversario dall’invasione russa in Ucraina. Quel 24 febbraio ha profondamente cambiato anche il sistema energetico europeo.
In quell’occasione, la risposta del nostro Paese è stata tempestiva: “Per anni il 40% del gas che l’Italia consumava arrivava dalla Russia. A un certo punto questo gas non è stato più disponibile ed è stato necessario sostituirlo rapidamente. Abbiamo aumentato le forniture da altri Paesi, dall’Azerbaigian tramite il TAP, e dall’Algeria, ma soprattutto grazie ai rigassificatori è stato possibile rifornirci di nuovo gas (il GNL) via mare”.
L’Italia è riuscita a rispondere a una sfida senza precedenti garantendo continuità nelle forniture di energia a famiglie e imprese: “Le infrastrutture e la diversificazione ci hanno permesso di avere molteplici canali di approvvigionamento fra cui poter scegliere, sfruttando diverse opportunità per garantire sicurezza e flessibilità”, ha spiegato il CEO di Snam Agostino Scornajenchi.
Ricordando quindi che l’energia è un elemento fondamentale della sicurezza e della competitività di un Paese, il manager ha sottolineato come si è evoluto il ruolo dell’Italia da quel 24 febbraio 2002: “Oggi l’Italia è sicuramente più forte di quattro anni fa, da importatore netto ha iniziato a esportare gas verso l’Europa, contribuendo anche alla sicurezza energetica di altri Paesi”.




