AIEM accelera sull’energia per l’agricoltura: la visione di Gianluca Miccoli tra fotovoltaico e competitività
L’energia rinnovabile entra sempre più nel cuore del settore agricolo italiano, trasformandosi da semplice voce di costo a leva strategica per la competitività delle imprese. In questo scenario si inserisce il nuovo progetto realizzato da Gianluca Miccoli e dal team di AIEM, che ha completato a Cavarzere, in provincia di Venezia, un impianto fotovoltaico da quasi 1 MW dedicato a un’azienda agricola ad alta intensità energetica.
L’intervento rappresenta un esempio concreto di integrazione tra produzione agricola e produzione energetica da fonti rinnovabili, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dalla rete elettrica, aumentare l’autonomia energetica e garantire maggiore stabilità rispetto alla volatilità dei prezzi dell’energia. Il progetto sviluppato da AIEM è stato progettato su misura per le esigenze operative dell’azienda agricola e combina tecnologie avanzate per aumentare la producibilità dell’impianto. Il campo fotovoltaico comprende 1.596 moduli monocristallini bifacciali da 615 Wp e tre inverter di stringa Sungrow SG350HX da 320 kW ciascuno, oltre a una cabina di trasformazione MT/BT per la connessione alla rete. Uno degli elementi più innovativi dell’intervento è l’utilizzo di tracker monoassiali, sistemi che consentono ai moduli di seguire il movimento del sole lungo l’asse est-ovest durante la giornata. Questa configurazione permette di incrementare la produzione energetica rispetto agli impianti tradizionali a struttura fissa, migliorando l’efficienza complessiva del sistema.
L’impianto è composto da 23 tracker con configurazioni 1×56 e 1×84 moduli, inclinazione regolabile fino a ±60° e disposizione nord-sud, studiata per ottimizzare l’irraggiamento e ridurre le perdite dovute all’angolo di incidenza solare. A differenza di molti grandi impianti utility scale, il progetto di Cavarzere nasce con una funzione precisa: sostenere direttamente un’attività agricola energivora attraverso l’autoproduzione di energia. La producibilità annuale stimata è compresa tra 1,4 e 1,5 GWh, quantità sufficiente a coprire il fabbisogno equivalente di oltre 500 famiglie e, nel caso specifico, a supportare le attività produttive dell’azienda agricola. Sul piano ambientale, l’impianto consentirà di evitare ogni anno circa 450-600 tonnellate di emissioni di CO₂, contribuendo agli obiettivi di decarbonizzazione e sostenibilità del comparto primario. Il progetto include inoltre sistemi di monitoraggio avanzato, sensori meteo, videosorveglianza con telecamere ottiche e termiche, protezioni contro le sovratensioni e infrastrutture dedicate alla manutenzione, con l’obiettivo di garantire continuità operativa e controllo costante delle prestazioni. Per Gianluca Miccoli, interventi di questo tipo dimostrano come la transizione energetica possa integrarsi concretamente nei processi produttivi delle imprese agricole e industriali. “In un contesto di forte instabilità dei prezzi energetici, l’autoproduzione da fonti rinnovabili è uno strumento fondamentale per aumentare competitività e resilienza delle imprese”, ha spiegato Miccoli, sottolineando il ruolo strategico che il fotovoltaico sta assumendo nel tessuto produttivo italiano. La crescente richiesta di soluzioni energetiche integrate da parte del settore agricolo conferma infatti un cambio di paradigma: le aziende cercano oggi impianti capaci non solo di produrre energia pulita, ma anche di migliorare la sostenibilità economica delle attività produttive.
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