La gestione dei rifiuti in Africa si presenta come una delle maggiori sfide ambientali del nostro tempo. Con una produzione annuale in costante crescita e un sistema di smaltimento inadeguato, il continente si confronta con un problema di notevoli proporzioni. Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato di A2A, ha presentato a Dubai, in occasione dell’ultima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Cop28) i risultati di uno studio sul tema.

Ogni anno, i 54 Stati del continente producono circa 166 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, 42 dei quali solo in Nord Africa. La maggior parte dei cittadini non ha accesso alla raccolta differenziata: l’uso massiccio di discariche e depositi irregolari – le soluzioni più diffuse – sono all’origine di gravi problemi sociali, ambientali e sanitari. Un discorso che vale anche per la plastica, con oltre 11,5 milioni di tonnellate smaltite in modo inadeguato ogni anno che spesso finiscono nei mari.

Il report di The European House – Ambrosetti e A2A ha messo in luce queste criticità e proposto i benefici di un modello industriale basato sulla circolarità, simile a quello lombardo. Presentando i risultati della ricerca, Renato Mazzoncini ha sottolineato l’importanza di una gestione efficiente dei rifiuti in Africa, una sfida per il Mediterraneo e l’Europa. L’adozione di un modello industriale basato sul recupero di materia o energia e sull’economia circolare potrebbe infatti contribuire a migliorare la qualità della vita nel continente e favorirne lo sviluppo sostenibile. L’AD della Life Company ha inoltre manifestato la volontà del Gruppo, primo operatore italiano nel settore ambientale, di mettere a disposizione il proprio know-how anche a livello internazionale. In un contesto critico quale quello africano, l’applicazione in aree urbane comparabili di modelli virtuosi come quello di Milano – con l’azzeramento del conferimento in discarica e l’alto tasso di raccolta differenziata e di recupero energetico – possono offrire una via per un futuro più sostenibile. Si stima infatti che nel 2035 nel continente la popolazione arrivi a 1,8 miliardi, con una crescita del 32%, mentre l’ONU parla di 2,5 miliardi entro il 2050. La già precaria gestione dei rifiuti rischia così di farsi insostenibile: “C’è un gap impiantistico enorme da colmare. Come Gruppo leader in Italia nel settore ambientale siamo presenti a Cop28 per condividere il nostro know how e le nostre best practices, certi che la cooperazione fra gli Stati sia fondamentale per affrontare la sfida della transizione ecologica nel Nord Africa”, afferma Renato Mazzoncini.

Oggi la Lombardia e la Città Metropolitana di Milano si distinguono per l’efficienza del proprio modello: nel capoluogo lombardo ogni anno il termovalorizzatore tratta 540.000 tonnellate di rifiuti e i dieci impianti di trattamento e recupero materia hanno una capacità di 574.000 tonnellate. Secondo lo studio Ambrosetti – A2A, il 30% del totale dei rifiuti urbani prodotti negli Stati nordafricani potrebbe essere efficientemente gestito grazie ad una ventina di impianti di termovalorizzazione, con 23 miliardi di euro in meno di danni ambientali, circa 30 milioni di tonnellate di CO2 evitate e 10 TWh di energia elettrica prodotta.

Per maggiori informazioni:

https://www.ilgiornaleditalia.it/news/mondo-imprese/557749/a2a-cop28-modello-lombardo-gestione-sostenibile-rifiuti-nord-africa-.html

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Categories: Ambiente

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