“L’acqua è la nostra risorsa più preziosa, un ‘oro blu’ a cui oltre due miliardi di persone non hanno accesso diretto. Non è solo essenziale per la sopravvivenza, ma svolge anche un ruolo sanitario, sociale e culturale alla base delle società umane”, ha dichiarato il Direttore Generale dell’UNESCO, Audrey Azoulay. 

Il Rapporto mondiale delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche 2021, pubblicato il 22 marzo in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, dimostra che lo spreco e l’uso improprio della risorsa più importante per il mondo intero è causato anche dall’incapacità dei cittadini di comprenderne l’enorme valore. Quest’anno il report si è focalizzato principalmente sul valore, anche economico, del cosiddetto “oro blu”. E infatti come afferma il presidente dell’IFAD – il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo – Gilbert F. Houngbo: “Molti dei nostri problemi sorgono perché non diamo il giusto valore all’acqua; troppo spesso l’acqua non è affatto valorizzata”. 

Secondo i dati almeno una persona su tre nel mondo non ha accesso all’acqua potabile; più di 2 miliardi di persone vivono in aree in cui l’approvigionamento idrico risulta essere piuttosto scarso; circa 4 miliardi vivono in zone colpite da una forte carenza d’acqua almeno un mese all’anno e ancora, 1,6 miliardi di persone devono sopravvivere alla scarsità d’acqua “economica” vivendo in Paesi in cui c’è la disponibilità d’acqua, ma mancano le infrastrutture adeguate per poterla distribuire. 

Anche il cambiamento climatico incide gravemente non solo sulla quantità delle risorse idriche attualmente disponibili, ma anche sulla loro qualità. In 10 anni, dal 2009 al 2019, i numerosi eventi di siccità hanno colpito oltre 100 milioni di persone in tutto il mondo e gli esperti stimano che, se la situazione non cambierà rotta verso un miglioramento, entro il 2050 saranno circa 5,7 miliardi le persone a vivere in aree con insufficienza idrica per almeno un mese all’anno.  

Il settore agricolo usa il 69% dell’acqua dolce, l’industria e le città prelevano rispettivamente il 19% e il 12% di acqua. Dal 1980 l’utilizzo delle risorse idriche cresce ogni anno dell’1% e le previsioni future stimano che entro l’anno 2030 la domanda di acqua supererà l’offerta di circa il 40%.    

Rispettando l’obiettivo 6 dell’Agenda 2030 dell’ONU, relativa allo sviluppo sostenibile per “garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie”, saranno necessari 114 miliardi di dollari per far sì che 140 paesi dal medio e basso reddito possano usufruire dell’”oro blu” entro il 2030.  

“L’acqua ha chiaramente un suo valore, anche se non sempre questo viene riconosciuto a livello generale. Secondo alcune concezioni, il valore dell’acqua sarebbe inestimabile, dato che la vita non potrebbe esistere in assenza di essa e non c’è nulla che possa sostituirla. Purtroppo, l’acqua è un elemento che sulla Terra viene fin troppo spesso dato per scontato. Sottovalutare l’acqua è un rischio troppo grande per essere ignorato”, Rapporto mondiale delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche 2021. 

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