Alla luce delle ultime vicende internazionali, con particolare riferimento al conflitto tra Russia e Ucraina, e le conseguenze che queste stanno avendo sugli accordi economici, l’Italia si ritrova impantanata in una situazione molto difficile dalla quale fa fatica ad uscire. In un suo recente editoriale, Giampiero Catone mette in luce gli errori del passato che hanno oggi portato il Paese a essere vittima di ricatti sulla fornitura di gas.
Per rendere il quadro più chiaro, il giornalista fornisce alcuni dati: “L’Italia consuma mediamente più di 70 miliardi di metri cubi di gas l’anno, di cui circa il 40% viene comprato dalla Russia”. L’anno scorso sono stati 28,8 miliardi i metri cubi provenienti dallo Stato governato da Putin. I numeri suggeriscono che riuscire a fare improvvisamente a meno della fornitura russa potrebbe rivelarsi impossibile. Seppur aumentando l’approvvigionamento da Algeria e Libia e ricevendo il gas naturale che l’America ci ha promesso, ci troveremmo comunque in deficit per almeno 8 miliardi di metri cubi. Per il momento, inoltre, parlare di autonomia energetica in Italia è pura utopia e la colpa, rimprovera Giampiero Catone, è da imputare a tutti coloro che negli anni si sono opposti a una transizione ecologica realistica, basando i propri discorsi sulla retorica e su “un dibattito privo di realismo all’insegna del tutto Green, tutto alternativo, tutto fuori dal ‘mio giardino'”. A causa del tempo perso, adesso si impiegherebbero anni a raggiungere l’autonomia energetica e, vista l’urgenza, c’è quindi bisogno di trovare strade realmente percorribili al più presto. Sono in molti che da tempo invitano alla cautela sull’abbattimento delle fonti energetiche fossili e al non farsi prendere troppo dall’entusiasmo sull’immediata disponibilità di energie rinnovabili e green. Tra questi vi è anche il Presidente di Nomisma Energia.
La situazione di emergenza, o per essere più precisi di “preallarme”, se da un lato minaccia di razionare i rifornimenti e ridurre drasticamente il consumo di gas, dall’altro sta accendendo i riflettori su “ipotesi più realistiche, meno retoriche e politicamente fantasiose”. Contenti e positivi del fatto che nel nostro futuro ci sia l’idrogeno, il vento e l’energia solare, Giampiero Catone ribadisce tuttavia che “oggi abbiamo il dovere di procedere con attenzione per evitare di arrivare in un pericolosissimo vicolo cieco”. “Se non vogliamo in questa emergenza tornare al carbone – afferma il giornalista – e se rifiutiamo il nucleare, dobbiamo puntare sul gas nazionale. Ci sono giacimenti in terra ferma e marini, che possono essere sfruttati o potenziati. Ci sono tecnologie adeguate che riducono l’inquinamento”. Per quanto si possa essere green e ambientalisti, conclude, bisogna farlo però con saggezza e prudenza: “il futuro va costruito con idee e progetti senza dimenticare la realtà, che oggi non è bella”.

Per maggiori informazioni:
https://ladiscussione.com/158069/attualita/ricatti-sul-gas-ed-errori-del-passato-serve-una-transizione-ecologica-realistica/

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Categories: Energia