A Torino la raccolta rifiuti è 2.0

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Una app dedicata mette in contatto l’amministrazione, l’azienda che si occupa della raccolta e i cittadini, che non devono fare altro che usare lo smartphone: i rifiuti verranno ritirati solo quando i cassonetti sono pieni, in trasparenza e con grande risparmio.

DIFFERENZIARLI non basta. C’è un modo per sbarazzarsi dei rifiuti ottimizzando le risorse e sfruttando la tecnologia: lo propone Onde, progetto sperimentale torinese che rivoluziona il concetto di raccolta. Il nome è l’acronimo di “Optimization for Networked Data in Envinronmental Urban” ed è un progetto sperimentale che mira a rendere la raccolta differenziata dei rifiuti più efficiente, partendo dall’analisi dei comportamenti del cittadino stesso.

Le applicazioni in realtà sono tre: una dedicata ai cittadini, una all’azienda e una all’amministrazione. I cassonetti hanno un logo da scansionare con il cellulare. Ci si connette alla pagina dalla quale scaricare l’applicazione dedicata. I cittadini possono visualizzare la mappa dei raccoglitori sul territorio servito, quanti mezzi ci sono in movimento in tempo reale e il calendario dei servizi di raccolta porta a porta. L’azienda, invece, può ottimizzare i turni delle squadre di raccolta, eliminando i viaggi inutili perché i cassonetti hanno un sensore che ne segnala il livello di riempimento, mandando un messaggio direttamente all’azienda stessa. Le pubbliche amministrazioni possono monitorare il funzionamento della raccolta, controllando in tempo reale l’utilizzo dei fondi impiegati.

Il progetto, realizzato in collaborazione con il Politecnico, con la Cidiu Servizi (la società che si occupa dei servizi di igiene urbana in diciassette comuni dell’hinterland torinese), l’azienda Moltosenso e Nord Engineering, sta già dando i suoi frutti: è riuscito a eliminare un turno di raccolta dell’azienda.

Sono 356 i comuni ‘rifiuti free': quelli che oltre a essere ‘ricicloni’, si legge nell’ultimo rapporto di Legambiente, nel corso del 2014 hanno prodotto meno di 75 chilogrammi a testa di rifiuto secco indifferenziato, mentre la produzione
media pro capite nazionale si aggira sui 550 chili annui (e quella europea 510). Risultati ottenuti con ricette diverse ma con un denominatore comune: la responsabilizzazione dei cittadini attraverso una comunicazione efficace e con politiche anche tariffarie che premiano il cittadino virtuoso.
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